Ancora una volta, ancora una volta! Narrazione, emozioni e memoria

Quando raccontiamo una storia ai bambini osserviamo che non si stancano mai di sentirsela ripetere ancora una volta, ancora una volta

Noi adulti a volte ci sorprendiamo del fatto che dopo una dozzina di volte che rileggiamo lo stesso libro, la narrazione continui ad essere così avvincente per i bambini, che pagina dopo pagina continuano a prevedere con entusiasmo che cosa succederà nella pagina successiva.

Secondo diverse ricerche scientifiche, leggere e narrare storie ai bambini è molto importante per la connessione di importanti impulsi cerebrali che stimolano le capacità mnemoniche, e per lo sviluppo di emozioni positive nei bambini. I due aspetti sono correlati: infatti l’apprendimento e la memoria vengono sollecitati da connessioni di natura “emotiva” stimolate dalla lettura. Inoltre la ripetizione della stessa favola crea una familiarità del modello narrativo su cui si basa lo sviluppo della capacità di memoria nel bambino.

Esperienze piacevoli

Ascoltare storie durante l’infanzia è un’esperienza piacevole che il cervello ricorda e continua a cercare per tutta la vita. Spesso il momento della lettura e della narrazione coincidono con il momento delle coccole: la vicinanza del genitore o dell’educatore, il momento speciale prima della nanna quando anche i bambini più irrequieti riescono a rilassarsi, il tono della voce del narratore, stimolano sensazioni di benessere ed emozioni positive.
 
Perché i bambini amano che una storia venga ripetuta ancora ed ancora?
Ascoltare e riascoltare la stessa storia permette ai bambini di provare una sensazione di profonda soddisfazione e piacere: a ogni pagina o ad ogni punto chiave della narrazione i bambini amano fare previsioni su che cosa succederà dopo.
Se la loro previsione risulta confermata dal prosieguo della storia, il loro cervello rilascia una sostanza, la dopamina, che ha come effetto quello di generare una profonda soddisfazione, e un senso di sicurezza per essere riusciti a prevedere come andrà a finire. Questa risposta alla dopamina è particolarmente intensa nei bambini piccoli, e nella prima infanzia si attiva anche se conoscono già con certezza come continua la storia nella pagina successiva.
Questo sentimento di piacere profonda soddisfazione costituisce la cornice dentro la quale vengono incasellati i ricordi della prima infanzia.
I nostri cervelli immagazzinano memorie basandosi su schemi, su relazioni ripetute di sensazioni ed esperienze. Questo sistema facilita la nostra interpretazione del mondo e di tutte le nuove informazioni che troviamo in ogni giorno, basate su esperienze precedenti.
Ecco quindi che la struttura narrativa della favola, che si basa su quattro punti fondamentali:
  1. L’ inizio: “C’era una volta…”
  2. Un problema da superare
  3. La soluzione al problema
  4. E il lieto fine “…e vissero per sempre felici e contenti”
crea una sorta di cornice, di mappa mentale, nella quale si possono aggiungere di volta in volta informazioni sempre nuove.
La familiarità della forma narrativa facilita la conservazione di queste informazioni nella memoria.
 Quindi…   ” ancora una volta…”

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