Asili nido e scuole dell’infanzia: pronti per le fatture elettroniche?

Anche gli asili nido e le scuole saranno soggette, a partire dal 1 gennaio 2019, all’obbligo di fatturazione elettronica, che andrà a sostituire l’emissione cartacea. Infatti se fino a questo momento era obbligatoria solo per le fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, da gennaio 2019 invece diventerà obbligatoria anche tra imprese e tra privati, ad esempio tra società e tra professionisti. Il governo ritiene che questo sia il mezzo più efficace per combattere l’evasione fiscale.

Il Vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate Paolo Savini ha illustrato i benefici del nuovo adempimento, annunciando l’arrivo, a breve, di “una nuova procedura per il conferimento della delega, una procedura telematica anche massiva che evita di recarsi in ufficio” e aggiungendo che “è indubbio che per quello che l’Agenzia ha nei suoi poteri per l’applicazione delle norme, un’elasticità ci potrà e ci dovrà essere. Siamo consapevoli delle criticità, riteniamo come Agenzia e come mondo dei professionisti che il nostro ruolo sia importante, anche per far capire e far cogliere le opportunità per le imprese. Questi investimenti possono avere ritorno nel breve periodo, ci sono studi che parlano di 16-18 mesi”.

Che cosa significa “fattura elettronica”?

È importante chiarire che quando si parla di fattura elettronica obbligatoria si intende che la fattura deve essere predisposta in un formato Xml predefinito. Il file così strutturato dovrà essere trasmesso e ricevuto utilizzando il sistema d’interscambio dell’agenzia delle Entrate (Sdi). La fattura dovrà essere gestita in elettronico e, in base alle regole imposte dall’articolo 39 del Dpr 633/72 dovrà essere conservato elettronicamente.

Che cosa cambia nel concreto?

  1. per prima cosa, una fattura emessa e trasmessa con modalità diverse da quelle sopra indicate fa sì che la fattura sia considerata non emessa (con tutte le problematiche del caso, nonchè sanzioni).
  2. quindi, è necessario l’aggiornamento tempestivo delle anagrafiche nei propri sistemi, perchè da gennaio in poi bisognerà far riferimento all’indirizzo telematico del cliente.
  3. per chi solitamente fa da sè le fatture, bisognerà capire come si emettono le nuove fatture (attraverso il sistema di interscambio Sid oppure attraverso pec)
  4. da non sottovalutare, inoltre, che con il nuovo sistema la data di emissione coincide sempre con la data fattura inserita nella fattura, mentre la data di ricezione coincide con la data di consegna del file al cliente.

Si tratta di una rivoluzione digitale di grandi proporzioni, che cambierà il nostro modo di emettere fatture!

Sono esclusi:

  • coloro che applicano il regime forfettario (commi 54-89, art. 1, legge 190/2014)
  • coloro che applicano il regime di vantaggio (commi 1 e 2, art. 27, decreto legge 98/2011)
  • il regime speciale degli agricoltori (articolo 34, comma 6 del Dpr 633/72)
  • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di non residenti, comunitari ed extra comunitari

Asili nido e scuole dell’infanzia sono pronte?

In generale tutte le piccole medie imprese non sono pronte al passaggio, come ha spiegato qualche giorno fa il dott. Miani presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti:

Purtroppo siamo di fronte a un’introduzione della fattura elettronica semplicemente per un motivo di gettito . Le imprese non sono pronte per organizzarsi e per investire. Queste sono le richieste della categoria: introduzione graduale partendo dalle imprese più grandi, esenzione per i soggetti più piccoli, eliminazione delle sanzioni per il primo anno. Sulla fattura elettronica tra privati sarebbe stato meglio non bruciare le tappe. E puntare su un’introduzione graduale, nel giro di un paio d’anni.

Nel frattempo, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida per l’emissione delle fatture elettroniche e due tutorial, che dovrebbero aiutare a capire come procedere.

 


 

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