Il fenomeno dell’ “ageing” nei servizi educativi pubblici: educatrici e maestre sempre più anziane

Il fenomeno dell’ ageing, ovvero dell’invecchiamento del personale a tempo indeterminato nei servizi educativi pubblici, è un tema che chiede attenzione e progettualità specifiche e raccordate da parte dei gestori, dei progettisti delle strutture educative, di coordinatori e di formatori del personale, in particolare in materie attinenti il rischio di lavoro correlato e la prevenzione del disagio lavorativo.

La nostra professione di formatori per servizi educativi per Zeroseiplanet ci porta spesso ad intervenire nell’ambito di asili nido comunali, statali in cui riscontriamo la presenza di personale non più giovanissimo. Il nostro ufficio tecnico ad esempio è spesso impegnato a riconsiderare con particolare attenzione la progettazione e le ridefinizione degli spazi, degli arredi e degli strumenti per renderli più adeguati al lavoro di educatori non giovani (sedie con ruote per facilitare gli spostamenti, mensole e tavoli per educatrici più alti per ridurre piegamenti, etc.), e a livello organizzativo e gestionale in molti contesti lavoriamo sul miglioramento delle condizioni del lavoro per personale,  quali la compresenza di insegnanti ed educatori contitolari, la corresponsabilità di tutto il gruppo di lavoro, tempestive sostituzioni per assenze temporanee.

Si tratta di un tema particolarmente caldo in questi ultimi giorni, dopo che il Governo ha considerato come “lavoro usurante” dal punto di vista psicofisico anche quello di educatori e insegnanti dei servizi 06, permettendo quindi di entrare in pensione qualche anno prima rispetto alle altre categorie lavorative!

In generale, il tema dell’invecchiamento nei luoghi di lavoro sta divenendo sempre più attuale: crescendo l’aspettativa di vita, l’età pensionabile è in aumento e ciò comporta per numerosi lavoratori una più lunga attività professionale. Numeri e cifre sono contenuti in una indagine promossa dall’ANCI con l’obiettivo di restituire una fotografia sul fenomeno dell’ageing in relazione al personale che lavora nei servizi educativi 0-6 nelle realtà italiane.

In un convegno svoltosi a Torino, dove oltre il 65% delle educatrici dei nidi della città hanno più di 46 anni e il 30% ne ha più di 55, è stato evidenziato come molti enti pubblici siano in difficoltà in quanto a fronte di personale educativo a tempo indeterminato non più giovane, si trovano nell’impossibilità di nuovi apporti lavorativi a causa del blocco delle assunzioni. Inoltre è stato posto in risalto il senso di inadeguatezza vissuto dalle docenti quando a causa dell’età vengono trasferiti ad altri incarichi.

Come è possibile quindi garantire al personale educativo non più giovane il senso di benessere e la motivazione lavorativa rispetto al lavoro che quotidianamente è chiamato a svolgere, anche considerato l’avanzare dell’età e le possibili limitazioni?

Un metodo efficace sembra essere quello adottato in alcuni Comuni della Lombardia che ci hanno affidato la formazione del personale (es: comune di Settimo Milanese), che consiste nel sostenere un contesto organizzativo attento al benessere degli operatori sia come singoli, sia come gruppo, con la presenza di figure di coordinamento attente in ogni servizio educativo alla dimensione individuale e collegiale degli operativi educativi, ma anche con la formazione permanente dedicata alle educatrici e ai coordinatori, ad esempio lezioni con logopedisti e fisioterapisti, per migliorare l’utilizzo della voce e delle posture nel lavoro quotidiano con i bambini. In questi comuni, si è riscontrato un sensibile miglioramento emotivo: sono migliorati l’umore, le relazioni tra le colleghe e la fiducia verso i dirigenti scolastici.


Per saperne di più: dal catalogo di corsi Zeroseiplanet per educatrici di asilo nido e insegnanti della scuola dell’infanzia, il corso “LE FATICHE DELL’EDUCARE: RISPETTO E QUALITA’ DEL RUOLO EDUCATIVO“, corso importante anche ai fini della valutazione del rischio di lavoro correlato previsto dal DLGS. 81.

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