Ipotesi riapertura nidi e centri estivi da giugno 2020

E’ al lavoro in questi giorni il Comitato tecnico scientifico per esaminare il piano elaborato dal gruppo formato dall’Anci, dai ministeri della Famiglia, Istruzione, Salute e Lavoro insieme alla Sip, società italiana di pediatria.

L’obiettivo? Elaborare delle linee guida per la riapertura e regolamentazione dei servizi educativi per la fascia 0-6 (nidi e scuole dell’infanzia) e progetti di attività ludico creative per bambini e ragazzi, possibilmente per giugno 2020.

Vediamo i punti salienti, alcuni dei quali controversi (il documento è attualmente in fase di esame, quindi suscettibile di modifiche):

1. La divisione per fasce d’età e il rapporto educatori/bambini

Nel protocollo in elaborazione dal Governo, i bambini saranno divisi in gruppi piccoli e piccolissimi, senza contatti tra i diversi gruppi e sempre con lo stesso operatore. Un sistema a “isole” per garantire il distanziamento sociale ed evitare, nel caso di un contagio all’interno di un gruppo, che il virus si diffonda.

  • per i bambini di età da nido d’infanzia, 0-3 anni, il rapporto sarà di 1 adulto ogni 3 bambini,
  • per i bambini della scuola dell’infanzia il rapporto sarà 1:5,
  • per la primaria 1:7.

Questi rapporti sono fortemente criticati dai gestori dei servizi educativi privati, che li ritengono inattuabili senza un sostegno economico concreto da parte dello stato.

2. L’ accesso ai servizi e la modalità di accompagnamento

Ingresso ed uscita dovranno avvenire con orari differenziati per evitare assembramenti, scaglionati almeno di 5/10 minuti.

Se possibile, i punti di ingresso ed uscita saranno differenziati, e verrà individuato un percorso obbligato.  L’accoglienza dovrebbe essere effettuata all’esterno della struttura.

Le modalità di accompagnamento riguardano la presenza degli stessi familiari senza variare nel periodo di frequenza, e possibilmente non persone anziane. All’entrata, verrà effettuato il controllo della temperatura con termo scanner, e in entrata e in uscita bambini e operatori dovranno lavarsi le mani con acqua e sapone e gel igienizzante.

3. Verifiche da parte degli educatori/insegnanti

  • chiedere ai genitori se il bambino ha avuto la febbre, tosse, difficoltà respiratoria o è stato male a casa
  • osservare il bambino per rilevare segni evidente di malattia, come intenso rossore sulle gote, tosse, difficoltà a respirare, spossatezza o irritabilità
  • dopo aver igienizzato le mani, verificare la temperatura corporea con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto.

4. Mascherine

Gli operatori e gli adulti che accompagnano i bambini dovranno essere dotati di mascherine.

Per i bambini nel protocollo si raccomanda “l’uso corretto di mascherine”. Ma sarà il Comitato tecnico a decidere se e a partire da quale fascia d’età saranno obbligatorie: per ora fino ai 6 anni non sono obbligatorie.

5. Sanificazione delle aree

Consigliate le attività outdoor

Sanificazione continua di tutte le aree frequentate dai bambini e di tutte le attrezzature.

Nelle strutture chiuse consigliato tenere le finestre aperte.

 

Nel frattempo anche le Regioni sono al lavoro: il Veneto ha elaborato un protocollo unico per i servizi per i bimbi 0/6 anni per sperimentare la riapertura di nidi e centri per la prima infanzia, in forma ludico/ricreativa:

Il protocollo prevede uno specifico ‘patto di responsabilità’ tra genitori e strutture, che impegna genitori ed educatori a tenere alta la guardia della sorveglianza sanitaria e a  comunicare eventuali sintomi-spia di contagio che si manifestino in famiglia, sia tra i minori sia tra gli adulti.

L’organizzazione dei servizi dovrà prevedere piccoli gruppi stabili di 5 bambini con un educatore di riferimento: il principio del nucleo educativo stabile faciliterà il monitoraggio epidemiologico.

Ai bambini che frequenteranno tali servizi ludico-ricreativi verrà richiesto inoltre il puntuale rispetto del calendario vaccinale regionale e, in vista della prossima stagione autunno-inverno, viene prevista anche la profilassi antinfluenzale  e anti-pneumococcica.

Entrando nel dettaglio, il protocollo della Regione Veneto dà indicazioni sulla priorità di accesso ai servizi (famiglie in difficoltà e bimbi disabili) e sul distanziamento fisico tra bambini, tra bambini e personale e tra personale e genitori; prescrive modalità separate di entrata e uscita e ingressi scaglionati, rimodulazioni degli orari di frequenza, distribuzione degli spazi interni ed esterni con puntuali prescrizioni di igiene e sanificazione; prevede percorsi anti-assembramento per i genitori o familiari che accompagnano i bimbi, l’utilizzo di dispositivi di protezione, norme di igiene di spazi, ambienti e superfici, e uno stretto controllo sanitario sulla presenza di eventuali sintomi, soprattutto negli adulti, educatori e genitori.

[fonte: sito ufficiale Regione Veneto]

 

Il Piemonte con il contributo del Politecnico di Torino ha avviato qualche giorno fa una sperimentazione in alcuni servizi educativi  e scuole campione, con l’obiettivo di riaprire a giugno. Le linee guida della sperimentazione sono contenute in un rapporto che sostanzialmente indica l’obiettivo di:

riaprire nidi e scuole di infanzia, organizzati, oltre che il più possibile all’aperto, per piccoli gruppi stabili, quindi anche facilmente monitorabili per l’insieme delle relazioni in cui sono inseriti, con sistematico controllo delle condizioni di salute di tutti i soggetti coinvolti – educatori, operatori, bambini, genitori e preparazione di insegnanti e operatori sull’osservanza delle norme di sicurezza sanitaria.

Rapporti numerici previsti dalla sperimentazione del Piemonte:  5-6 bambini per educatore per tutte e tre le fasce di età del nido (dai lattanti ai divezzi); 1: 10 per la scuola dell’infanzia.

[Aggionamento del 13/05/2020: la sperimentazione del Piemonte è stata bloccata]

 


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