La biblioteca del nido

I libri in età prescolare: sono davvero necessari? Questo è uno dei pregiudizi che di solito si affrontano quando si parla di libri per bambini del nido: i piccoli non sanno leggere, hanno bisogno solo di cure, devono solo giocare, etc etc.

L’uso dei libri con bambini piccolissimi, prima dei tre anni, può forse far sorridere o suggerire desideri di precocismo, di stimolazioni intensive per ottenere prestazioni dai piccoli . La nostra proposta del libro al nido si pone in una prospettiva diversa: come creare nel bambino interesse e motivazione per la rappresentazione simbolica (figure e storie figurate) e per la ricostruzione di una storia? Come fargli amare fin dall’inizio l’oggetto che aprendosi può sollecitare sogni, emozioni, scoperte all’interno di un rapporto gratificante con l’adulto … ? … Come creare un primo approccio positivo a questo oggetto culturale?

Numerose ricerche, in particolare condotte negli Stati Uniti, dimostrano come anche l’abitudine alla lettura di libri d’immagini fin dai primi anni di vita favorisca lo sviluppo di una precoce motivazione al leggere, e l’acquisizione di competenze che faciliteranno la scrittura e la lettura vera e propria.

La lettura di immagini ha quindi grande importanza per lo sviluppo intellettuale del bambino fin dai primi anni di vita, perché attraverso di essa si rende conto che il concatenarsi di immagini sviluppa una storia.

Grande importanza rivestono lo stile e le caratteristiche grafiche dei libri destinati ai più piccoli,  che mentre ascoltano la lettura del testo fatta dall’adulto, sono particolarmente interessati alle immagini.

Che cosa trovano i bambini nei libri?

Al nido il primo rapporto del bambino con il libro è un rapporto con la “fisicità” dell’oggetto-libro:  la lettura vera e propria delle parole viene dopo. Il bambino gioca con i libro come fa con gli altri oggetti; in realtà il gioco è esplorazione e apprendimento: esplora con le mani, stringe, se ne appropria, mette in bocca, fa rotolare, picchia, butta a terra…

La lettura di immagini costituisce il primo e più importante strumento per avvicinare il bambino all’interesse  verso i libri: tale pratica stimola la curiosità, l’interesse verso la scoperta, la fantasia e la creatività, richiama abilità fonologiche, semantiche e sintattiche per favorire l’apprendimento della lingua. Muovendo da questi presupposti utilizzeremo tali strumenti per costruire una progettazione educativa incentrata su una narrazione costruita dagli stessi bambini. Sfogliando il libro, il bambino può ritrovare emozioni, rivivere esperienze, aprire una finestra su altri mondi, scoprire tesori custoditi nei libri: figure e raffigurazioni delle cose che ha già visto, che riconosce, o di oggetti e ambienti che ancora non conosce.

Il libro è quindi uno strumento essenziale per sollecitare la curiosità, la comprensione verbale, l’analisi percettiva, la ricostruzione dei fatti, la produzione verbale: competenze squisitamente cognitive, fondamentali per un completo e ricco sviluppo. Proprio per questo l’uso del libro in famiglia e soprattutto al nido e alla scuola dell’infanzia è uno strumento fondamentale.

Allo stesso modo risulta evidente la primaria importanza delle illustrazioni, che possono mettere anche il bambino piccolo in condizioni di “leggere” personalmente una storia.

L’illustrazione per la sua originalità espressiva fornisce al bambino molti stimoli che non vengono percepiti completamente ad una prima lettura. L’artista lancia diversi segnali di “senso” facendo intuire e intravedere azioni sottese, personaggi nascosti, realtà velate. I bambini, anche quelli più piccoli, che intuiscono queste “dimensioni nascoste” mettono spontaneamente in atto un’intensa attività esplorativa, fatta di letture e riletture.

Il ruolo degli adulti

La lettura dei libri può avvenire sia nel contesto educativo, dove l’educatore può anche documentare i risultati, sia nel contesto familiare, dove i genitori possono imparare a leggere articolando e modulando il tono della voce per rendere più espressivo quanto stanno leggendo. In entrambi i casi è necessario creare un clima positivo, che stimoli il bambino, prevedendo anche delle domande dirette che aiutino il bambino a focalizzare e a mettere in ordine le concatenazioni logiche del racconto, anche per immagini.

 

Criteri di scelta dei libri per il nido

Quali caratteristiche devono avere i libri per i bambini del nido?

Devono essere:

  • libri sicuri, con marchio di certificazione CEI
  • libri maneggevoli e resistenti, per tenerli con le manine, toccare, girare, aprire chiudere
  • facili da pulire, tenendo presente che i libri al nido potrebbero anche essere messi in bocca
  • libri con la forma di libro, per essere letto come fanno i grandi
  • libri che illustrano e descrivono oggetti e situazioni che il bambino conosce e vede
  • libri con azioni che fanno tutti i bambini
  • libri con piccole storie, i lunghi racconti distraggono facilmente
  • libri con tante illustrazioni, ma senza troppi particolari nelle pagine, per permettere di focalizzare i dettagli importanti.

I libri all’asilo nido quindi sono “oggetti” sistemati in una cesta o in uno scaffale accessibile, da prendere in mano, da sfogliare, manipolare, assaggiare, portare in giro; i libri vengono vissuti, posseduti, condivisi e contesi, anche distrutti.

Quali libri al nido?

Libri dei suoni e delle coccole: contengono  filastrocche, ninne nanne, che l’adulto può leggere con ritmicità e toni della voce modulati, favorendo il contatto corporeo ed empatico.

Libri gioco: coinvolgono anche dal punto di vista tattile, uditivo e corporeo, sono morbidi, ruvidi, lisci, di vari materiali (stoffa, gomma, plastica, legno…), con pulsanti sonori; devono essere sicuri, maneggevoli, resistenti e leggeri.

Libri cartonati: soprattutto con grandi figure, accompagnati o meno da parole e testi, con finestrelle, buchi, parti da aprire e chiudere.

 


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