Le riunioni al nido #2: il primo colloquio individuale con i genitori

In questi giorni in molti nidi e scuole dell’infanzia si svolge il primo colloquio individuale tra l’educatrice o insegnante di riferimento e i genitori del bambino.

Un incontro che spesso genera ansia nelle educatrici, in quanto si tratta del primo faccia a faccia personale con i genitori, in particolare con quelli dei bambini che frequentano il primo anno, con i quali non si è ancora instaurato un rapporto di fiducia.

Ecco perché il primo colloquio rappresenta un momento molto delicato che richiede una particolare cura da parte delle educatrici, ma anche dell’intero staff educativo. Spesso la prima impressione può condizionare l’avvio del rapporto di fiducia con la famiglia; d’altra parte, fare un bel colloquio equivale a volte ad un ambientamento già fatto.
Se il genitore prova fiducia verso l’educatrice di riferimento, automaticamente lo trasmetterà al proprio figlio e ogni paura o ansia verrà vissuta in modo più naturale. L’esperienza ci ha insegnato a vedere il primo colloquio come un seme di fiducia che seminiamo con cura nella famiglia rispettandone le caratteristiche uniche e speciali: il tempo ci farà ammirare i frutti che nasceranno.
Al primo colloquio si interfacciano due interlocutori: da una parte le educatrici che si prefiggono l’obiettivo di conoscere dai genitori gli aspetti significativi del bambino che è appena entrato a far parte del nido. Dall’altra parte i genitori che stanno per affidare al nido quanto hanno di più prezioso e sono carichi di preoccupazioni che portano a dipingere il proprio bambino a seconda dei loro desideri e delle loro ansie.

L’impegno da parte delle educatrici è intenso, in quanto durante il colloquio ci sono tante sfumature da cogliere, per questo motivo l’atteggiamento sarà quello di massimo ascolto, apertura, senza pre e post giudizi. Ci sono i genitori che presentano il loro bimbo come “senza problemi”, altri riportano che non riescono a gestirlo, altri ancora sono in ansia e temono per il loro piccolo; ci sono i genitori dubbiosi che cercano di capire che tipo di educatore hanno davanti; ci sono i genitori che fanno mille domande e quelli, al contrario, più timidi e restii, che si sentono a disagio, e quelli che sfuggono di continuo lo sguardo…
L’atteggiamento dell’educatrice dovrà saper rassicurare tutti questi genitori, sottolineando che non ci sono bambini standard, ma ogni bambino ha delle caratteristiche particolari ed è proprio questo che fa apprezzare il lavoro educativo.  A volte può capitare che non si riesca subito a “penetrare il muro” che il genitore pone nei confronti degli insegnanti: si mettono in moto meccanismi psicologici più o meno inconsci soprattutto se ad entrare al nido è il primo figlio. Dal primo colloquio emergerà una verità importante: che anche per la fiducia occorre il suo tempo, c’è chi la concede a priori al ruolo di educatore, c’è invece chi richiede di conquistarsela giorno dopo giorno.

 

Pianificare l’incontro con i genitori

E’ importante che il colloquio si svolga in un clima sereno e disteso, ma per ottenere questo andranno pianificate con attenzione tutte le fasi, pur preservando un senso di spontaneità e di accoglienza non rigida per non mettere a disagio le famiglie. Quello che i genitori dovranno recepire è che comunque e in ogni caso, alle spalle dell’educatrice c’è una organizzazione che la sostiene e la guida nel suo lavoro, e che l’educatrice non è mai lasciata sola.

 

Che cosa possono fare i gestori/coordinatori del servizio

La Direzione o il Coordinatore possono rendere il più semplice possibile per ogni genitore partecipare ai colloqui, e fare sentire la loro presenza di supporto, discreta e non invasiva in quanto i protagonisti del colloquio sono, come dicevamo, l’educatrice e i genitori.

  • In alcuni nidi, alla prima riunione collettiva di presentazione del servizio, viene distribuito un questionario per conoscere quali sono i tempi, gli orari e le modalità preferite dai genitori in merito ai colloqui.
  • La Direzione si fa carico della comunicazione degli incontri, con date e obiettivi, ad esempio, tramite annunci alle riunioni collettive. Un altro strumento efficace è il web: è senz’altro utile pubblicare il programma nelle newsletter scolastiche e sul sito Web della scuola o asilo nido.
  • Importante creare una bacheca in ingresso, in un corridoio o in ufficio, dedicata alle notifiche delle riunioni e dei colloqui, in cui fornire informazioni in tutte le lingue necessarie per raggiungere tutti i genitori. Ovunque sia possibile, includere informazioni sugli obiettivi dell’incontro e sulle ragioni per cui la presenza dei genitori è importante.
  • stabilire una durata convenzionale del colloquio (ad esempio, un quarto d’ora, venti minuti): a questo fine può essere utile lasciare qualche giorno prima dell’incontro all’ingresso o sulla porta della sezione (dipende dalle zone cui i genitori hanno accesso), comunque in posizione ben visibile, un foglio sul quale i genitori potranno prenotare l’orario del colloquio all’interno di una fascia oraria definita. Questo permetterà di evitare lunghe attese, e di “contenere” il singolo colloquio anche se con elasticità.

 

Che cosa possono fare le educatrici >>> continua nel prossimo articolo

 

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