Che cos’è il cielo? Lo sguardo scientifico dei bambini

di Silvia Buontempo, educatrice

E’ l’ultima settimana del Centro Estivo alla Scuola d’Infanzia Faravelli di Milano.

Il progetto che lo ha caratterizzato ha sfruttato moltissimo la presenza del grande giardino e la reperibilità rapida di elementi naturali. Dopo l’accoglienza io e i bambini della mia classe, di età eterogenea compresa tra i 3 e i 5 anni, ci raduniamo nel consueto cerchio per confrontarsi, discutere, salutarsi.

Dopo aver fatto l’appello mostro ai bambini alcune carte che ho trovato in una scatola nominata “Natura”. Le prime riguardano il cielo…

Cos’è il cielo? Il cielo è libertà (Y.5 anni).

Cosa c’è in cielo? Nuvole sole, luna, stelle (in coro).

Le stelle si vedono solo di notte.(C. 3 anni)

Perché? Perché la luce del sole è troppo forte e le copre.(P.5 anni)

Ma, il Sole,cos’è?  Una stella supergigante con una luce molto forte che copre le altre stelle.(P. 5 anni)

Ma la luna è una stella?  Noooo. Infatti, è un pianeta. Noi viviamo su un pianeta.

Sapete, come si chiama il nostro pianeta? Milano. No! Italia…No, Milano è la nostra città, Italia è il paese ed insieme ad altri paesi si trova in un pianeta, quale? Terra( I. 4 anni).

Che forma ha? Scarpone.

No quella è l’Italia. La Terra che forma ha? Rotonda.

E, secondo voi, siccome è rotonda come una palla, sta ferma?  Noooo, gira.

Ma dove? Perchè a volte è buio altre è giorno? Gira attorno al sole… (P.5 anni)

Con questo gruppo di bambini le domande generative e le risposte curiose e,altrettanto ricche di stimoli (Cos’è la luna e perché ci sembra sempre diversa? Dove sono i pianeti? Che ambienti ci sono sulla Terra? Cos’è l’oceano e come fa ad essere così grande? Da dove cade la pioggia? Come nascono le nuvole?) sono durate per 15 minuti facendomi comprendere ancora una volta di più come lo sguardo dei bambini sempre attento, curioso, semplice e puro sia in grado d’indagare anche verità e meccanismi di cui noi adulti abbiamo perso la naturalezza poiché come è dichiarato ne “Il Piccolo Principe”:

“Tutti i Grandi sono stati bambini ma, pochi di essi, se ne ricordano.”

 

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