Materiali non convenzionali al nido

L’atelier dei linguaggi espressivi

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita
vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare.
Bruno Munari

Il gioco per i bambini è  una cosa seria, e non dobbiamo pensare che per giocare siano indispensabili i giocattoli in realtà sono importanti le situazioni e i contesti entro cui i giochi si verificano.

Sono importanti quei luoghi speciali dove i bambini si possono confrontare, vedere le differenze, esprimere idee, pensieri e azioni, e così sperimentare concretamente il senso della costruzione di saperi collettivi. Sono importanti quindi quei luoghi, che promuovono l’esperienza del piccolo gruppo, pur valorizzando l’azione di ogni singolo bambino; contesti pensati in cui il materiale è scelto per creare difficoltà, per sollecitare le curiosità, le ricerche dei bambini.

MATERIALI NON STRUTTURATI

Ma l’ambiente del possibile non può essere abitato solo ed esclusivamente da giochi e materiale strutturato ma anche e soprattutto da materiale non convenzionale, non strutturato, perché è proprio da questi materiali che scaturisce forte il desiderio di conoscere e scoprire. Materie e materiali che si lasciano indagare, interrogare, che si trasformano nelle mani dei bambini e che suscitano metafore, che consentono il gioco creativo, l’invenzione e la fantasia. Materiali che hanno specificità e caratteristiche diverse che i bambini scoprono attraverso percezioni visive e tattili. Gli oggetti più svariati, scarti industriali reperibili presso i centri di riciclaggio creativo, che si differenziano per struttura, consistenza, forma, trasparenza e colore.

MATERIALI NATURALI:

I materiali che si trovano in natura sono estremamente affascinanti perché saturi di suoni, di odori; cambiano colore a seconda della diversa umidità dell’ambiente, e sotto l’azione del tempo cambiano fisionomia: texture, colore, consistenza, forma. Più di ogni altro questi materiali consentono di mantenere stretto il legame di continuità fra ambiente interno ed esterno così che anche il giardino possa essere vissuto da adulti e bambini come un grande e disponibile atelier permanente.

L’organizzazione degli spazi ha quindi l’obiettivo di portare dentro da fuori i materiali al fine di ridefinire l’ambiente interno, trasformarlo conferendogli nuova identità.

 

ORGANIZZARE SPAZI E CONTESTI

In tal senso, anche il materiale diventa un ingrediente centrale del progetto pedagogico con cui interagire e confrontarsi attraverso un puntuale lavoro di riflessione condivisa a partire dalle osservazioni dei bambini, che si prefigge di riconoscere le diverse competenze di cui ciascuno è portatore in relazione ai diversi materiali e ai possibili linguaggi espressivi.

Per l’adulto sostenere l’atteggiamento di ricerca e sperimentazione dei materiali non convenzionali vuol dire conoscerli in prima persona e riconoscerne le potenzialità, la loro capacità di stare insieme per dare vita a idee, teorie; vuol dire lasciarsi incantare dal loro potere seduttivo e saperli contestualizzare al fine di sostenere gli apprendimenti dei bambini.

Il contesto deve essere ricco, complesso ma organizzato affinché i materiali siano riconoscibili; vanno eliminati gli oggetti che hanno perso il loro valore in relazione al contesto o alle attività che in quell’ambito si compiono. Un contesto sempre disponibile a lasciarsi indagare perché le ricerche dei bambini non appartengono ad un tempo specifico, avvengono nella quotidianità della giornata.

Bambini anche molto piccoli si lasciano incantare dalla novità e con grande concentrazione incontrano i materiali per conoscerli attraverso esplorazioni visive, tattili olfattive e uditive: gli occhi, le mani, i piedi indagano, ascoltano la materia, le sue qualità percettive attraverso una grammatica di gesti estremamente ricca e generatrice di molteplici sensazioni e di possibilità costruttive. Così i bambini accarezzano i materiali per percepire il ruvido, il liscio, il grinzoso, il rugoso, per indagare la loro pelle; li scuotono, li picchiettano, li battono, li strofinano, li lasciano cadere per scoprirne le sonorità; li leccano e li annusano per conoscerne i gusti e gli odori. Allora le grammatiche che saltano all’occhio quando si osservano i bambini nel loro fare esplorazione, rappresentano la sintesi della qualità delle conoscenze che gli adulti hanno elaborato nel tempo e da cui prendono vita e si sviluppano le progettualità che vedono protagonisti i linguaggi espressivi.

Quotidianamente i bambini ci dimostrano di essere abili sperimentatori e costruttori di teorie, capaci di abitare la metafora dove è possibile tenere insieme il mondo reale e i possibili mondi immaginari così dal loro trafficare con i materiali si genera un dialogo trasformativo da cui prendono vita progetti costruttivi sempre più articolati e complessi.

Durante il gioco con materiale non strutturato i bambini indagano le forme piane e solide, prendono familiarità con i concetti spaziali elaborando apprendimenti intorno alle tre dimensioni: altezza, lunghezza e profondità; sperimentano attraverso il fare costruttivo, concetti di ordine fisico come equilibrio, bilanciamento, peso e senso delle proporzioni.

 


Per saperne di più: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet per la formazione continua delle educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia,  il corso:

LO SPAZIO DEL MATERIALE NATURALE E DESTRUTTURATO

“UN NIDO MULTISENSORIALE

 

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