Outdoor education

L’Outdoor education è un orientamento pedagogico , sviluppatosi soprattutto nel Nord Europa, che si propone di valorizzare le esperienze educative basate sullo star fuori, assumendo l’ambiente esterno come spazio di formazione, dove esperienze e conoscenze sono strettamente correlate. L’outdoor education, così come è nata nel mondo anglosassone, è influenzata dal pensiero di autori tra cui, in particolare, John Dewey a cui si deve il concetto pedagogico di “Learning by doing” (1938) e David Kolb, psicologo che ha condotto una articolata analisi dell’Apprendimento esperienziale (1984). In Italia, rispetto alla nostre tradizioni educative, la ”Outdoor Education” risulta decisamente innovativa per non dire controcorrente; tuttavia, grazie anche alla diffusione via social di immagini provenienti da nidi all’estero, e di convegni internazionali, si sta affermando sempre di più come “tendenza”, anche se spesso manca un approccio sistemico e si fatica a trovare riferimenti a modelli teorici. Basti pensare che il termine “outdoor education” in realtà non ha una traduzione specifica in italiano: letteralmente significherebbe “educazione fuori dalla porta”.

Numerose ricerche hanno evidenziato che i bambini amano fare esperienze all’aperto, imparano meglio e prima, crescono più sicuri, creativi e indipendenti. Nei nidi italiani si fa sempre più strada la consapevolezza che, soprattutto nelle grandi città, ai bambini sono stati sottratti spazi aperti in cui giocare liberamente. Per questo, in questi ultimi anni si pensa come riproporre tutte quelle attività ed esperienze all’aperto che, fino ad una cinquantina di anni fa, erano esperienze normali per i bambini (ora adulti, che ricordano con nostalgia questi momenti della propria infanzia trascorsi all’aria aperta).  Attività ed esperienze semplici ma al tempo stesso ricchissime di possibilità: ad esempio, trascorrere una mattinata a giocare in cortile alla scoperta delle meraviglie nascoste nella terra, sotto un sasso o vicino ad un albero. Pomeriggi passati a pasticciare con l’acqua e la sabbia in spiaggia o a rotolarsi sull’erba.

Per questi motivi, molti nidi stanno orientando i loro progetti incentrandoli proprio sull’educazione all’aria aperta: il “fuori” offre ai bambini una quantità ed una varietà di stimoli difficilmente ricreabili all’interno di una sezione, è il setting privilegiato per conoscere attraverso i sensi e per fare esperienze significative; all’esterno i bambini possono esplorare, possono scoprire la grande varietà dei materiali che la natura può offrire, e possono anche osare, correre piccoli rischi che li aiuteranno poi ad identificare e ad evitare i pericoli futuri.


PER SAPERNE DI PIU’: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet per la formazione delle educatrici di asilo nido e insegnanti della scuola dell’infanzia, i corsi del catalogo OUTDOOR EDUCATION