Progetto lettura e narrazione parte #1

Il progetto vede la lettura come attività educativa e considera in primo luogo l’importanza della ripetizione che accompagna la lettura. 

Il libro è uno strumento educativo che deve essere, nella maggioranza dei casi, mediato ai bambini con una lettura adeguata. I tipi diversi di lettura sono:

• Lettura ad alta voce

• Lettura dialogata

• Narrazione

Lettura ad alta voce

Con la lettura ad alta voce ol conduttore del laboratorio propone, illustra e svolge la storia descritta nel libro in base ai feedback che riceve dai bambini. Stimola la capacità di ascolto, aumenta i possibili stimoli per sviluppare l’attenzione, dilata i tempi di attenzione, favorisce la creazione di immagini mentali e di collegamenti tra vari aspetti della storia. Inoltre permette di passare in maniera naturale alla forma dialogata.

Questo tipo di lettura, basato sull’analisi dei feedback che i bambini inviano, è tipico delle prime esperienze con i libri. L’analisi del feedback è fondamentale per l’individualizzazione dell’esperienza di lettura con ciascun bambino; ad esempio, quando un bambino manifesta:

• Disagio o paura per una “pagina” specifica (ad esempio: cane che abbaia). In tal caso l’educatrice rassicura il bambino e prosegue velocemente

• Apprezzamento, divertimento o necessità di ripetizione. In tal caso l’educatrice ripropone il segmento di storia, cercando di renderlo più coinvolgente e più significativo per il bambino e ripetendolo più volte. In tal modo si creano dei piccoli rituali tra ciascun bambino e l’educatrice, come soffermarsi su un’immagine dicendo alcune parole o aspettando che il bambino indichi o batta le mani, ecc.

Nella lettura ad alta voce, l’educatrice riceve dai bambini e adatta quanto legge, mentre nella dialogata l’educatrice coinvolge proattivamente i bambini.

Lettura dialogata

La lettura dialogata (anche “dialogic reading”) mira a coinvolgere in maniera intenzionale, proattiva e sistematica i bambini (con domande, stimolando i loro interventi, con rispecchiamento verbale, indicando parti dell’immagine, ecc.).

Il testo e/o le immagini del libro diventano così una base su cui l’educatrice racconta a voce una storia (racconto orale).

Anche la narrazione può essere dialogata.

Il conduttore del laboratorio deve inoltre porre attenzione alle specifiche modifiche che ciascun bambino apporta alla storia, promuovendole e sfruttandole con verbalizzazioni o stimoli specifici che avrà cura di inserire nella narrazione.

Il rapporto tra conduttore ed il bambini, durante la lettura, deve essere caratterizzato da un atteggiamento incoraggiante e di conferma con:

 Comportamento non verbale: sguardi e contatti oculari con ciascun bambino, annuire e sorridere, gesti coerenti con quello che si sta dicendo, disponibilità al contatto fisico,

 Comportamento verbale: è importante il tono della voce calmo e tranquillo (un tono ironico, minaccioso o svogliato può disorientare qualche bambino).

Nel corso del laboratorio si possono usare due posture:

1. Conduttrice “poltrona”, che contiene sulle ginocchia o comunque molto vicino a sé 2-4 bambini. Questa postura è tipica con bambini sotto i 30 mesi o per usare il libro in un momento di contenimento fisico e emotivo di un bambino. È importante in quanto, oltre al contatto fisico, promuove l’attenzione congiunta con i bambini.

2. Conduttrice seduta di fronte ai bambini (allo stesso livello); questa postura facilita lo scambio di sguardi e favorisce la lettura dialogata con i bambini più grandi, anche in gruppo.

Il conduttore deve porre attenzione alle specifiche modifiche che ciascun bambino apporta alla storia, promovendole e sfruttandole con verbalizzazioni o stimoli specifici che avrà cura di inserire nella lettura (ad esempio: “A., tocca a te dirci cosa fa il lupo adesso!”, con A. di 36 mesi).

La comprensione della lettura

La comprensione della lettura è un aspetto che si deve sempre valutare. Infatti, la lettura di un libro permette al bambino di conoscere molte cose: parole nuove, azioni, emozioni, ecc., spesso indicate con termini più complessi e meno familiari. Tutto ciò, sopratutto per le prime letture di un libro, può essere facilmente confuso o confondere il bambino (si pensi a immagini che non rispecchiano la storia, o a situazioni e oggetti molto lontani da quelle familiari al bambino).

In particolare, alcune ricerche dimostrano che i bambini sotto i 4 anni hanno grandi difficoltà a comprendere il significato di nuove parole proposte solo durante la lettura.

Per permettere al bambino di sfruttare al massimo la lettura come esperienza educativa si deve analizzare il feedback restituito dai bambini nel corso di ogni lettura e utilizzare la ripetizione.

OBIETTIVI

Il progetto si propone di stimolare:

1. Il piacere di leggere le immagini

2. Lo sviluppo del linguaggio e l’arricchimento del vocabolario

3. La capacità di ascolto

I INCONTRO – leggiamo e diventiamo narratori di storie

Si allestirà insieme ai bambini un’area della biblioteca; se possibile, ci si metterà a terra e si appoggeranno dei cuscini per rilassarsi. Quando tutti saranno seduti e disposti all’ascolto si inizierà con la lettura di un libro ricco di immagini e contenente un racconto semplice; ad un certo punto il conduttore si fermerà e lascerà la parola ai bambini e spazio ai loro racconti.

Un libro che di solito propongo è quello che narra la storia di pollicino…Ne ho uno in cui la storia è breve ed è quindi adatto ai bambini in età prescolare…l’ho creato da me…ai bambini piace molto!

Nel corso dell’incontro, ma mano che i bambini restituiscono i loro racconti, si crea un cartellone che potrà restare appeso in biblioteca e che i piccoli, ogni volta che torneranno, potranno rivedere pensando al giorno che lo hanno creato e sono stati narratori anche loro.

Al termine, a ricordo del tempo trascorso insieme, regalerò ai piccoli partecipanti un cartoncino con un’illustrazione e una frase tratta dalla storia di Pollicino.

 

[autore: Marta Arduino]


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