I sette sensi dei bambini

Conosciamo bene i 5 sensi di cui sentiamo parlare più spesso: vista, suono, odore, gusto e tatto. Sullo sviluppo di questi 5 sensi ben noti, sono basati molti progetti educativi al nido e alla scuola dell’infanzia. Ma oltre questi 5 sensi, ce ne sono in realtà altri due, di cui sentiamo parlare raramente, ma che sono altrettanto importanti per i bambini!

Si tratta del SENSO DELL’EQUILIBRIO, legato al sistema vestibolare,  e della PROPRIOCEZIONE, ovvero il senso intuitivo di spazio e posizione, legato alla percezione del corpo nello spazio.

Perchè questi due sensi sono importanti? Perchè il senso dell’equilibrio e il senso propriocettivo rendono possibile, senza nemmeno che ce ne rendiamo conto, tutto ciò che facciamo con il nostro corpo: camminare, saltare, stare in equilibrio, e anche stare fermi, dormire.

Ma mentre gli adulti con la loro esperienza ormai hanno acquisito consapevolezza di questi sensi, invece per i bambini il loro uso non è automatico nè scontato. Come succede con gli altri cinque sensi, i bambini imparano a gestire equilibrio e propriocezione attraverso una serie di tentativi, ed anche di errori, nel gioco e nei loro movimenti quotidiani. E poiché i sensi vestibolari e propriocettivi guidano e governano il modo in cui usiamo il  corpo, contribuiscono ad ogni importante traguardo di crescita dei bambini.

 

Vediamo quindi nel dettaglio cosa sono questi due sensi poco noti:

SENSO # 6 : L’  EQUILIBRIO
Il sistema vestibolare è un vero e proprio organo situato nell’orecchio interno, ed è responsabile del senso dell’equilibrio, della capacità di mantenersi in posizione eretta e in movimento senza cadere. Funziona fin da neonati, per farci organizzare nel pensiero sia lo spazio corporeo che quello extra-corporeo. In seguito, il sistema vestibolare stabilizza il capo, controlla la postura e coordina i movimenti. Cioè, il sistema vestibolare è strettamente collegato al sé in azione nel mondo.

Per capire l’importanza di questo apparato, pensiamo che secondo alcune ricerche (Frank e Harold Levinson, 1992), alla base di gran parte dei disturbi dell’apprendimento (DSA) c’è un mal funzionamento del sistema vestibolare! E in effetti, senza equilibrio non saremmo in grado di fare quasi nulla: stare seduti, (l’equilibrio è necessario per tenere la posizione verticale), camminare, stare in piedi… tutte azioni che noi adulti compiamo ogni giorno automaticamente, senza pensarci.

Al contrario, i bambini sono molto concentrati sul loro equilibrio. Quando notiamo un bambino che si gira e rigira sulla sedia, molto spesso dipende dal sistema vestibolare che sta lavorando per aiutare il bambino a trovare una posizione in equilibrio.

Che cosa succede nell’apparato vestibolare dei bambini? Ogni volta che compiono un movimento (alzarsi, sedersi, rotolare, correre lentamente o velocemente) il loro apparato vestibolare reagisce e registra quei movimenti, trasmettendo al loro cervello informazioni importanti sull’orientamento del corpo in ogni dato momento. Nel corso del tempo ed esercitandosi in molti diversi tipi di movimento, il cervello dei bambini inizia a determinare ciò che è e non è “in equilibrio” per loro. Tante più esperienze motorie possono fare, e tanto più possono anticipare i risultati di questo processo.

 

SENSO # 7 – PROPRIOCEZIONE (SPAZIO E POSIZIONE)
I sensori priocettivi, che risiedono nei muscoli, nei tendini e nei legamenti, hanno un compito importantissimo: quello di mettere in relazione il corpo con il cervello, in modo che lavorino insieme per navigare nello spazio e capire la relazione spaziale tra corpo e oggetti che lo circondano. Il nostro sistema neuro-biologico mette in moto raffinati processi dinamici del pensiero e della sensibilità, che insieme si organizzano per adattarsi alle situazioni mutevoli della realtà. Bisogna ricordare che il pensiero non è incapsulato nel cervello e l’apprendimento non è una semplice raccolta di informazioni: ogni gesto, per quanto minuscolo, attiva milioni di relazioni fra il mondo e il corpo, fra il corpo e il cervello, i neuroni e gli ormoni.

Ancora una volta, per gli adulti questo è un processo automatico e intuitivo, sviluppato in molti anni di movimenti e di esperienze pratiche quotidiane con lo spazio e gli oggetti.

Un bambino, ovviamente, ha meno esperienza quindi le informazioni fornite dai recettori sensoriali  si integrano un po’ alla volta con segnali che riguardano le azioni pianificate già interiorizzate. Che cosa significa? Che l’unico modo per un bambino di conoscere veramente il proprio corpo è usarlo. E questo include sbattere contro i mobili, inciampare sui suoi stessi piedi, spingere troppo forte, cadere… Ma è solo attraverso la ripetizione delle esperienze motorie e di vita, con gli inevitabili errori che comportano, che il bambino acquisisce una memoria strutturata del sè in azione, che potrà mettere in relazione a sistemi di riferimento di volta in volta diversi: nuovi spazi, nuovi ambienti.

 


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