Valorizzare e potenziare le competenze grafo-motorie nella scuola dell’infanzia

A cura di dott.ssa Rita Bimbatti, Pedagogista Clinico e Sociologa della Salute

L’azione, ovvero il fare, è il primo strumento pedagogico di una scuola dell’infanzia che si pone come luogo di risposta ai bisogni dei bambini dai tre ai sei anni. Gli obiettivi specifici di apprendimento della coordinazione visuo-motoria si devono considerare un’acquisizione lenta che si consolida con il tempo e progressivamente attraverso pratiche e metodi che suscitano motivazione ed interesse, proponendo attività che potenzino la creatività e mirino al coinvolgimento del bambino. Nel suo percorso personale di esplorazione e sperimentazione grafica, il piccolo dovrebbe essere accompagnato da adulti che conoscano le diverse implicazioni psicologiche, cognitive, pedagogiche.

Una scuola che trovi modalità efficaci per coinvolgere le famiglie in questi eventi, attraverso la condivisione e l’identificazione di atteggiamenti e comportamenti limitanti in maniera che la sinergia produca esiti positivi, attraverso la creazione del contesto di apprendimento: un laboratorio come luogo per stimolare l’interesse e la partecipazione e l’utilizzo di tempi lenti per dare a tutti la possibilità di sperimentare ed esprimersi.

In coincidenza con l’ingresso nella scuola dell’infanzia, il tratto grafico del bambino assume via via il valore di segno: da questo momento, il disegno manifesta sempre più l’esperienza vissuta e si arricchisce con la maturazione cognitiva e intellettiva, personalizzandosi in rapporto all’evoluzione dell’affettività.

Attraverso la produzione di scarabocchi e di segni grafici, il bambino esercita numerose funzioni visuo-motorie e visuo-spaziali, quali:

-l’inizio e l’inibizione di movimenti su superficie;

-il controllo e la modulazione della forza della mano che determina una pressione più o meno forte sulla superficie;

-la capacità di produrre segni in diverse direzioni e di variare le direzioni;

-la capacità di pianificazione di un gesto motorio per ottenere un segno voluto;

-la capacità di sovrapporre segni o di includerne uno dentro l’altro;

-la capacità di variare la velocità del movimento;

-la capacità di produrre forme di grandezze e proporzioni diverse.

Da qui ha inizio il lungo cammino di ogni bimbo verso l’acquisizione di abilità motorie funzionali all’avvio della scrittura e del disegno, poiché proprio questi scarabocchi ne sono la base della struttura portante. Successivamente, l’esperienza grafica si svilupperà in:

-capacità di riempire l’interno di una forma con il colore (campitura);

-capacità di rappresentare la realtà in un disegno con linee dritte e curve;

-capacità di eseguire composizioni o moduli con linee e forme;

-capacità di riprodurre i simboli della scrittura.

Un riferimento anche all’utilizzo dei diversi materiali per stimolare lo sviluppo delle competenze manuali:

-l’abitudine all’uso di pennelli di varie misure perfeziona la resa del lavoro e aumenta la gratificazione personale predisponendo il bambino ad un interesse verso la rappresentazione e il senso estetico, oltre a stimolare i movimenti del polso, del braccio e della spalla;

-le forbici all’inizio sono strumenti generalmente difficili da adoperare: ci vuole più tempo per consolidarne l’uso corretto e ne va stimolato un uso frequente, altrimenti la difficoltà potrebbe diventare demotivante. Tagliare su una linea è uno degli esercizi di coordinamento oculo-manuale più impegnativi ed efficaci;

-creta, pasta di sale, plastilina, attraverso i possibili movimenti di pressione, schiacciamento, rotolamento, spezzettatura, aumentano ed affinano la percezione tattile, l’uso delle singole dita e il tono muscolare della mano;

-strappare la carta rappresenta un esercizio formidabile per aumentare la forza e la motilità delle dita e potenziare la coordinazione oculo-manuale.


Per saperne di piu’: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet di formazione per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corsoALLA SCOPERTA DEL PREGRAFISMO”

 

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