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Fin dai primi giorni di vita il bambino comunica attraverso il corpo: rotola, si spinge, afferra, osserva, prova a raggiungere ciò che lo incuriosisce. Il movimento spontaneo è il suo primo linguaggio, il modo più naturale per conoscere il mondo e sé stesso. La prospettiva della motricità libera, sostenuta da Emmi Pikler e da molte pedagogie attive, ci invita a non anticipare le tappe, ma a creare le condizioni perché il bambino possa sviluppare il proprio movimento in autonomia, nel rispetto dei suoi tempi interni.

I punti essenziali della motricità libera possono essere così riassunti:

  • Fiducia nelle competenze del bambino: secondo la visione pikleriana, quando il bambino si trova in un clima di sicurezza affettiva e fisica, è naturalmente portato a esplorare. Non serve stimolarlo artificialmente o “insegnargli” a muoversi: il suo corpo sa già cosa fare, a patto che gli venga offerto tempo e spazio.

  • Posizioni conquistate, non imposte: per Emmi Pikler, nessuna postura dovrebbe essere proposta prima che il bambino sia in grado di raggiungerla autonomamente. Se non sa sedersi da solo, non è pronto a stare seduto; se non si alza, non è pronto a stare in piedi. Rispettare questo principio protegge il suo sviluppo motorio e la costruzione della fiducia in sé.

  • Spazio semplice, sicuro e accessibile: un ambiente essenziale e ben predisposto — tappeti stabili, pochissimi oggetti scelti, libertà di movimento — permette al bambino di concentrarsi sulle proprie scoperte. Un contesto troppo ricco o pieno di stimoli interrompe la sua attenzione e riduce la possibilità di esplorare in modo profondo.

  • Limitare gli strumenti che sostituiscono il movimento spontaneo: girelli, sdraiette, box molto contenitivi e altri supporti “che fanno al posto del bambino” impediscono di sperimentare equilibrio, cadute controllate e tentativi progressivi. Se utilizzati, dovrebbero essere strumenti occasionali, non luoghi in cui il bambino trascorre la maggior parte della giornata.

  • Presenza dell’adulto vigile ma non invasiva: l’adulto, nella prospettiva di Pikler, osserva, garantisce protezione e sostiene emotivamente senza interrompere continuamente il bambino. L’obiettivo non è dirigere ogni gesto, ma offrire una relazione che dia sicurezza e, allo stesso tempo, libertà di provare, sbagliare e riprovare.

  • Movimento come radice dell’autostima e delle competenze relazionali: ogni conquista fatta in autonomia diventa un’esperienza di efficacia. Il bambino sente di potercela fare, di avere un corpo competente, e questo rafforza la sua capacità di affrontare nuove sfide, di stare con gli altri e di trovare soluzioni nelle piccole difficoltà quotidiane.

La motricità libera non è un “lasciar fare”, ma un modo rispettoso e intenzionale di accompagnare il bambino nella crescita. È un invito, sostenuto dalla ricerca e dal pensiero di Emmi Pikler, a predisporre ambienti e relazioni che non interferiscano con il movimento, ma lo rendano possibile e pieno di senso.

 
 

Il ruolo del coordinatore dei servizi educativi

PER SAPERNE DI PIU’:

PRIMI PASSI, AUTONOMIA E RELAZIONE: L’APPROCCIO DI EMMI PIKLER

Un corso di approfondimento per Educatori e Insegnanti, Coordinatori di servizi educativi.

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