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di Marilisa Modena

Tra nido e scuola dell’infanzia esiste uno spazio educativo delicato e fondamentale: è quello dei bambini tra i 24 e i 36 mesi, ancora piccoli per affrontare i ritmi della scuola dell’infanzia. Le sezioni primavera nascono per rispondere a questa esigenza di continuità, e rappresentano oggi una risorsa educativa chiave per le politiche 0–6 anni in Italia.

Ne avevamo già accennato nell’articolo “Un filo che unisce: costruire continuità educativa tra nido e scuola dell’infanzia”, dove avevamo messo in luce l’importanza di garantire coerenza tra i diversi passaggi educativi. Le sezioni primavera si collocano proprio in questo spazio intermedio, valorizzando l’integrazione tra servizi e accompagnando i bambini in un passaggio evolutivo e formativo decisivo.

Riferimenti normativi delle sezioni primavera

Le sezioni primavera nascono formalmente con la Legge Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 630), con l’obiettivo di offrire un servizio educativo ponte tra il nido e la scuola dell’infanzia. Pensate come risposta alle esigenze dei bambini di due anni, queste sezioni si configurano come servizi socio-educativi sperimentali, integrati nel sistema scolastico, con particolare attenzione alla continuità educativa nel percorso 0-6 anni.

La cornice giuridica delle sezioni primavera si fonda su:

  • D.lgs. 59/2004, che riconosce alla scuola dell’infanzia un ruolo di coeducazione familiare e la necessità della continuità educativa.

  • Legge 296/2006 (Finanziaria 2007), che avvia la sperimentazione delle sezioni primavera, con il coinvolgimento di Stato, Regioni e Comuni.

  • DPR 89/2009, che formalizza l’inserimento delle sezioni primavera nell’ordinamento scolastico, confermandone il carattere sperimentale.

  • Accordi in Conferenza Unificata (dal 2007 in poi), che regolano funzionamento, standard qualitativi, criteri di accesso e finanziamenti.

  • Il Decreto Legislativo 65 del 2017, emanato nell’ambito della legge “Buona Scuola”, ha introdotto il Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni, e le Sezioni Primavera sono state definitivamente integrate in questo sistema. Questo decreto ha segnato la fine della fase sperimentale delle Sezioni Primavera, che ora fanno parte a pieno titolo dei servizi educativi per l’infanzia

Obiettivi educativi e struttura del servizio

Le sezioni primavera non sono semplicemente un “anticipo” della scuola dell’infanzia. Sono pensate come ambienti educativi mirati, con personale formato, spazi adeguati e progettualità specifiche per i bambini di due anni. I principali obiettivi includono:

  • accompagnare il processo di crescita con attenzione agli aspetti affettivi, relazionali, corporei e cognitivi;

  • facilitare un passaggio graduale e coerente tra nido e scuola dell’infanzia;

  • promuovere un modello integrato 0-6 anni, valorizzando la continuità educativa.

Chi può attivare una sezione primavera?

Le sezioni primavera possono essere aperte da scuole dell’infanzia e asili nido pubblici e privati.

Il percorso di attivazione prevede la presentazione di un progetto educativo da parte del soggetto gestore (pubblico o privato), che deve essere approvato dal Comune e successivamente valutato dall’Ufficio scolastico regionale. È dunque una progettazione condivisa e regolata a livello territoriale.

Requisiti di accesso per le famiglie

I bambini ammessi nelle sezioni primavera devono:

  • avere un’età compresa tra 24 e 36 mesi;

  • compiere i due anni entro il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua l’iscrizione.

Requisiti organizzativi e strutturali

Dal punto di vista logistico e pedagogico, una sezione primavera deve:

  • accogliere da 10 a 20 bambini (con eccezioni per zone a bassa densità, come i comuni montani, dove è possibile partire anche con soli 5 iscritti);

  • disporre di ambienti sicuri, adeguati e differenziati per accoglienza, gioco, riposo, pasti e attività educative;

  • garantire un educatore ogni 10 bambini, preferibilmente con formazione specifica sulla fascia 0–3 anni;

  • prevedere una progettazione educativa basata su accoglienza, orientamento, socializzazione e cura della persona.

Panoramica dei finanziamenti delle sezioni primavera (2007–2025)

Il percorso di finanziamento delle sezioni primavera ha attraversato diverse fasi, coerenti con la loro evoluzione normativa da sperimentazione a componente riconosciuta del sistema integrato 0–6 anni.

L’inizio risale al 2007, anno in cui la Legge Finanziaria n. 296/2006 ha introdotto e finanziato in via sperimentale questi servizi, prevedendo un contributo statale strutturato: 25.000 € per sezioni fino a 6 ore e 30.000 € per sezioni oltre le 6 ore, con uno stanziamento iniziale di quasi 30 milioni di euro.

Negli anni successivi (2008–2012), gli Accordi in Conferenza Unificata hanno confermato il sostegno finanziario, con la partecipazione di Stato, Regioni e Comuni. Tuttavia, dal 2013 si è registrata una progressiva riduzione dei fondi statali, che ha limitato la possibilità di consolidare le sezioni primavera su scala nazionale.

Un nuovo impulso è arrivato con il D.lgs. 65/2017, che ha integrato le sezioni primavera nel Sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. Da allora, i finanziamenti sono stati riconfermati annualmente, seppur con risorse via via più contenute.

Per l’esercizio finanziario 2025, relativo all’anno educativo 2024/2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ripartito quasi 10 milioni di euro tra gli Uffici scolastici regionali, come indicato nel decreto ufficiale pubblicato sul sito del MIM.

La destinazione dei fondi avviene in base a criteri che considerano il numero di sezioni attive, la durata dell’orario, la qualità progettuale e la sostenibilità dell’offerta educativa.

Questa evoluzione dimostra l’importanza delle sezioni primavera all’interno delle politiche pubbliche per l’infanzia, pur in presenza di una gestione finanziaria che richiede ancora stabilità e programmazione pluriennale.

PER SAPERNE DI PIU’:

APRIRE UN ASILO NIDO, CENTRO INFANZIA 06, LUDOTECA, SPAZIO GIOCO

Un corso di una giornata per chi ha intenzione di aprire un servizio educativo.

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